Le mie riflessioni a un anno dalla chiusura di APP EAT IT

E’ passato un anno esatto da quel 10 agosto 2015 in cui comunicammo la chiusura di APP EAT IT con un post sul nostro blog aziendale.

Quel post rappresentò per noi l’occasione per ringraziare tutti coloro che nel corso dei tre anni di progetto prima, e di startup innovativa dopo, hanno creduto nella nostra idea, nella nostra visione, ma sopratutto in noi come uomini e professionisti.

C’è chi ha visto il nostro post come un’uscita con stile di scena, io ancora oggi lo considero come un atto dovuto perché la fiducia è un sentimento tanto difficile da conquistare, quanto facile da perdere.

In questi ultimi giorni ho pensato più volte a quell’agosto dell’anno passato, quasi come quando con dolcezza si ripensa a un amore passato e si ricordano con malinconia gli attimi passati assieme. Un po’ come quelle canzoni degli Otto Ohm che ti raccontano di emozioni andate, ma che ti lasciano dentro il sapore delle libertà che in fondo hai scelto.

[spotify id=”spotify:track:6xemp5YZ81D09q26wKH9Zx” width=”300″ height=”80″ /] Allora a distanza di un anno ho riflettuto a mente fredda su APP EAT IT cercando di analizzarne con oggettività le decisioni prese per capire gli errori, i successi e per individuare cosa si sarebbe potuto migliorare, se la storia sarebbe potuta andare diversamente.

Come l’evento della metropolitana ha cambiato la storia di Gwyneth Paltrow nel bellissimo film Sliding Doors del 1998 di Peter Howitt anche una decisione può influenzare il corso della storia, in questo caso di un’azienda.

Sliding_doors

Molto spesso mi sono domandato “ma se quella volta avessi preso un’altra decisione, come sarebbe andata?“. E’ una di quelle classiche domande esistenziali per le quali non esiste una risposta, ma che potrebbero aprire dei lunghi dibattiti sulla validità delle teorie delle dimensioni parallele.

Credo piuttosto che la risposta sia più semplice: non esiste una scelta giusta o sbagliata, esiste la scelta migliore che può essere presa nel momento in cui deve essere presa.

E per questo se mi guardo indietro non ho rimpianti perché ogni decisione è stata presa nel rispetto di questa teoria.

 

 

Scritto da
Damiano Congedo
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