5 motivi per cui devi vedere Silicon Valley
Silicon Valley Serie TV

5 motivi per cui devi vedere Silicon Valley

Il 16 dicembre è andata in onda la puntata conclusiva di Silicon Valley, la serie TV HBO ideata da Mike Judge, per intenderci l’autore di altre famose serie tv animate tra cui Beavis and Butt-head e King of the Hill.

Silicon Valley racconta la storia di un piccolo team di programmatori, guidati da Richard Hendricks, che sviluppa un incredibile strumento di compressione dati e fondano la startup Pied Pieper (esiste anche un vero sito!). 53 episodi con cui prendiamo parte alle gioie e ai dolori che questi nuovi imprenditori affrontano per portare al successo la loro idea e concretizzare la visione di rendere il mondo un posto migliore.

Pur essendo una commedia e talvolta esasperando alcune cose per strapparci una risata, è una serie TV brillante e anche formativa per chi vuole avviare una startup o ne ha già una, oppure è solo curioso di capirne di più su questo settore.

Ecco secondo me 5 motivi per cui dovresti assolutamente vederla.

Spoiler Alert

Come funziona una startup

La storia comincia nel fantomatico incubatore di Erlich Bachman, al suo attivo ha un’exit con la sua startup Aviato, qualche quota di Grindr, ma nonostante questo non sembra riscuotere le simpatie dei personaggi della Valle. È la rappresentazione dello stereotipo, più o meno reale, della nascita delle startup in un garage che ritornerà nel corso delle stagioni anche per altre aziende.

Tutto cambierà quando Gavin Belson, CEO della Hooli, una big company tech che possiamo equiparare a Google, vuole acquisire Pied Piper per la cifra di 10M. Dall’altra parte Peter Gregory, uno dei principali investitori della Valle a capo del fondo Raviga, darà la possibilità a Richard di prendere un investimento, decisamente inferiore, ma rimanendo proprietario della sua startup e svilupparla lui.

Da qui in avanti potremmo assistere ad altri momenti chiave che ci mostrano come funziona una startup per esempio la ricerca investimenti, l’acquisizione di altre aziende, la lotta con i giganti tecnologici, il raggiungimento di una valutazione da unicorno (più di un miliardo) e il fallimento.

Gli strumenti

Come molte startup all’inizio, anche il team di Pied Pieper non ha una metodologia di lavoro che comporta un’enorme perdita di tempo e mancanza di focus. In particolare i due Senior programmatori Gilfoyle e Dinesh hanno difficoltà con il rispetto dell’autorità e con le scadenza del lavoro.

Diventa fondamentale la figura di Jared Donald Dunn all’interno della startup Pied Pieper perché è colui che introduce alcune strumenti per l’organizzazione del lavoro come le metodologie AGILE o le analisi SWOT.

In particolare grazie all’utilizzo dello SCRUM possiamo assistere ai benefici che si possono ottenere abbracciando la lean startup: i due Senior si ritrovano davanti al kanban con le attività ancora da completare e stimolati dalla competizione iniziano una gara a chi chiude più velocemente i task per dimostrare di essere più capace dell’altro.

In realtà uno dei vantaggi dello SCRUM è di permettere a tutti di avere a colpo d’occhio chi sta lavorando su cosa e dimostrare di aver chiuso i propri task nel periodo concordato, non di fare una guerra psicologica tra membri. Ma nel caso di Gilfoyle e Dinesh funziona anche per questo motivo.

Il ruolo degli investitori

Ci sono due investitori che salgono a bordo della Pied Pieper durante tutta la sua storia: la Raviga, che poi diventerà Bream&Hall, e Russ Hanneman.

Il primo è un fondo di investimento in cui sono centrali le figure di Peter Gregory, Laurie Bream e di Monica Hall. Il fondo mette a disposizione il suo know how a Richard, la sua divisione marketing, favorisce delle partnership commerciali con le altre startup del portfolio. In sostanza si prodiga per far sì che la startup abbia successo. Finché non ci saranno grosse divergenze.

E Russ? Lui è un business angel ingestibile, con manie di protagonismo, che ha fatto saltare il primo accordo commerciale della startup per colpa di una bottiglia di tequila e che usa la sua presenza nel CdA per approvare delle spese verso società di consulenze da lui controllate.

Un bel problema quando si sbaglia l’investitore da portare a bordo della propria azienda.

Leadership

Richard ha serissimi problemi di leadership per tutta la serie, è un difetto che non riuscirà a risolvere. Tuttavia il team iniziale gli rimarrà sempre fedele perché rispetta più che altro le sue capacità di programmatore e la sua centralità nello sviluppo del software di compressione.

Diverso è il discorso quando il team di Pied Pieper si allargherà assumendo decine e decine di sviluppatori in cui emergeranno tutti i suoi limiti di team leader.

Richard però ci insegna che possiamo essere dei leader non per forza a parole, ma con i fatti. Infatti in uno dei momenti più bui della storia di Pied Pieper, in cui viene abbandonato da tutto il team, a eccezione dei fedelissimi, decide comunque di lavorare da solo pur di completare una delivery finendo per svenire. Un gesto che entusiasma il team più di mille discorsi motivazionali.

Com’è la Silicon Valley

Se vogliamo sapere come funziona la Silicon Valley oggi, dobbiamo guardare Silicon Valley.

Nella serie TV possiamo vedere davvero tutte le dinamiche che governano la Valle, i suoi personaggi chiave, l’abnegazione delle persone, gli eccessi e l’evoluzione del cuore mondiale della tecnologia.

Basta solo a guardare le sigle iniziali delle sei stagioni e vedere come la Valle viene rappresentata dalle aziende presenti in quei pochi secondi: nuove aziende nascono, altre spariscono (hai visto Juicero?), altre si fanno la guerra (li hai visti i palloncini di Uber e Lyft?) o vengono acquisite (l’edificio di Facebook che si allarga inglobando quello di Whatsapp).

Inoltre in tutte le puntate ci sono continui riferimenti al mondo tech, a persone, ad aziende che ci raccontano la Silicon Valley per quel che è stata e per quel che rappresenta ora.

Scritto da
Damiano Congedo
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