4 lezioni che possiamo imparare da Will Shu di Deliveroo

Tra le varie letture degli ultimi giorni mi sono imbattuto in questa intervista a Will Shu, co-founder e CEO di Deliveroo, in cui racconta come è nata la sua startup e come sta crescendo. Tralasciando cosa fa Deliveroo (penso che tu lo sappia che opera nel food delivery ed è un Unicorn, no?), ci sono alcuni aspetti interessanti che emergono dalle sue parole che la mia curiosità mi ha portato ad approfondire.

Keep it simple

Will Shu è partito da un problema sentito in prima persona, ma prima di fare voli pindarici è partito con un gran bel prototipo: si è preso la bicicletta ed è stato il primo rider del primo ristorante aderente alla piattaforma. Basta andare da Tesco ogni notte, meglio farsi portare cibo buono a domicilio.

It’s hard work

Will Shu è stato rider per 9 mesi, ogni maledetto giorno, a Londra. Ha creduto davvero nella sua idea, si è sporcato le mani (le scarpe, le ruote e tutto il resto) perché era convinto di aver trovato una necessità di mercato da 1B. Questo è il miglior modo per dimostrare agli altri la tua visione, la tua leadership e agli investitori che hai la voglia di trasformare la tua idea in un’azienda di successo.

Near-ly adopters

Deliveroo è partito da un ristorante, uno solo. E il proprietario del ristorante era lo stesso della casa in affitto in cui si è trasferito Will Shu a Londra: chi meglio di una persona che già si fida di te per credere in un’idea che sembra impossibile? Ciò che è meraviglioso è la dimostrazione di come gli early adopters siano più vicini di quanto puoi pensare.

Old but Gold

Will Shu ha fondato Deliveroo quando aveva 34 anni, ora ne ha 38. Fuori dai soliti stereotipi che vogliono i giovincelli più inclini a lanciare startup di successo. L’esperienza conta e non è mai troppo tardi per trasformare le proprie idee in unicorni. E che avere una laurea male, male, non fa.

Scritto da
Damiano Congedo
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